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martedì 7 luglio 2009

Metodi statistici per prevedere i numeri del Lotto

Esistono dei metodi statistici per prevedere i numeri del Lotto? La risposta è NO. Il lotto è soltanto una lotteria! Esistono invece molti siti o persone che sostengono di usare metodi statistici per prevedere i numeri del Lotto, quello si: purtroppo devo avvertirvi che è impossibile, anzi se fatto in cattiva fede è proprio una truffa. Dimostrazione ne è l’uso improprio del termine statistica! La statistica non si applica per prevedere le cose: quello è il calcolo delle probabilità. Spieghiamo la differenza tra statistica e probabilità. La probabilità è lo studio dei cosidetti eventi “casuali” come il lancio di moneta, i dadi e anche il Lotto; la statistica riguarda invece la misurazione di eventi “reali” come i tassi di natalità e di mortalità. La statistica studia dati reali passati e presenti non futuri, per ricavare degli indici: per esempio l’indice di mortalità infantile è un indice importante per capire le condizioni di sviluppo di una Nazione; essendo l’indice di mortalità infantile legato alle condizioni igieniche, culturali, economiche e alle capacità mediche da una buona misura del livello socioeconomico di uno Stato. La probabilità invece fornisce formule che servono per creare una statistica minimizzando gli errori. Ho detto che il calcolo della probabilità si interessa anche del Lotto: che dice a questo proposito? Semplice che la probabilità che esca un numero, giocandone cinque, è 5/90 ed è costante da estrazione ad estrazione: se voi giocaste i numeri dell’estrazione precedente avreste la stessa probabilità di vittoria che giocandone altri. In sostanza non esistono strategie vincenti nel gioco del Lotto e nemmeno strategie generiche di gioco (i famosi sistemi non hanno alcun fondamento matematico): ha più credito scientifico una persona che sostiene di scegliere i numeri tramite un sogno o contando il numero di formiche che incontra per strada che uno che sostiene di avere una strategia; quest'ultimo se è in buona fede è un ciarlatano se è in cattiva fede è un truffatore.

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lunedì 29 giugno 2009

Conviene giocare al Lotto o al Superenalotto?

Il Lotto è una lotteria. Ne più ne meno. Siamo abituati a pensare alla lotteria come un gioco in cui si compra il biglietto e si aspetta l’estrazione: esistono metodi per prevedere che biglietto esce? Ovviamente no! Il Lotto anche se ci dà la possibilità di puntare non è nient’altro che una lotteria: non esiste nessun meccanismo che permetta alle urne di “ricordare” i numeri usciti prima, allo stesso modo per cui non è possibile prevedere il numero di biglietto della Lotteria Italia che uscirà. Le estrazioni sono dunque indipendenti e ciò implica che è impossibile e inutile cercare un calcolo che permetta di prevedere delle uscite o quando uscirà un certo numero. Alcuni sostengono (ed è per me una vera e propria truffa che andrebbe denunciata alle Autorità) che benché si ammetta che le estrazioni siano indipendenti (come smentirlo del resto) si possano prevedere periodi “statisticamente favorevoli” per un certo numero: attenti è una truffa! Abbiamo anche visto che il Lotto è iniquo come gioco: in base al rischio che corriamo vinciamo veramente poco. Lo stesso si può dire per il Superenalotto: anche questo gioco è una lotteria, ma abbiamo un montepremi che può rendere il gioco anche non iniquo (solo però se il montepremi supera i 620 milioni di euro). Concludendo non conviene giocare al Lotto (al più una volta ogni tanto pochissimi euro su qualche numero per voi significativo, la data del vostro matrimonio o nascita, puntando alla cinquina), conviene giocare al Superenalotto soltanto se giochiamo le due colonne base con dei numeri poco usuali per evitare di dividere il premio: nel Powerball, la versione Inglese del Superenalotto la combinazione più giocata è 1,2,3,4,5,6!

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mercoledì 24 giugno 2009

Il valore atteso: quando conviene giocare

La teoria del valore atteso di cui accennavamo in questo post ha un ruolo preminente nella formulazione delle strategie per qualunque gioco. Matematicamente parlando, il valore atteso di un evento aleatorio descritto da una variabile X(cioè governato dal caso, di cui a priori non possiamo conoscere l’effettivo risultato) è la somma dei singoli valori possibili di questa variabile ciascuno moltiplicato per la probabilità che ha di verificarsi. Mi rendo conto che formulata in questa maniera il valore atteso perde un po’ di fascino, diciamo allora che il valore atteso è quel numero che ci permette di rispondere alla domanda: “Mi conviene giocare?” o ancora meglio “Considerando quanto punto e quante probabilità ho di vincere e di perdere e considerando quanto potrei vincere, mi conviene giocare?”. Immagino che adesso il discorso cominci a diventare più interessante. Riepilogando la formula diventa:

Prob(di vincere) x Montepremi + Prob(di perdere) x (- Somma puntata)

Facciamo degli esempi:

Lotto - ipotizziamo di giocare 5 numeri e di puntare 10 euro, se uscisse un numero tra quelli che ho scelto (ambata o estratto secco) quanto mi dovrei aspettare di vincere? Il calcolo è presto fatto: le probabilità, giocando 5 numeri che ne esca uno sono di 5/90 cioè 1/18 che è circa 0,056 ( ho in sostanza il 5,5% di azzeccare l’ambata e il 94,5% di perdere), sappiamo che in caso di vincita lo Stato ci ripaga di “ben” 11,232 volte la posta, usando la nostra formula avremo: (0,056) x (112,32 €) + (0,944) x (-10 €) = -3,15 €; significa che nel caso fortuito che vincessi il rischio corso è talmente alto che è come se avessi perso 3 euro oppure che giocando all’infinito in questo modo perderei 3 euro ogni volta!

Superenalotto – ipotizziamo di giocare una schedina base da 1 euro, due sestine; oggi il jackpot è di 70 milioni di euro, quanto mi dovrei aspettare di vincere in base al rischio che corro? Le probabilità (vedremo in un altro post come calcolarle) giocando una sestina di azzeccare un sei sono circa di 1/622000000; usando la nostra formula: (0,000000001) x (70000000€) + (99,9999) x (-1€) = -99,88€; anche qui significa che nel caso fortuito che vincessi il rischio corso è talmente alto che è come se avessi perso 100 euro oppure che giocando all’infinito in questo modo perderei 100 euro ogni volta!

Poker – Ipotizziamo di giocare a poker nel piatto ci sono 75 euro, per vedere devo spendere 25 euro e ho una probabilità di vincere del 50%: mi conviene giocare? Applichiamo la formula: (0,5) x (75) + (0,5) x (-25)= 25€, mi conviene il guadagno netto in base al rischio corso è di 25 euro.

Questi esempi ci portano a fare alcune considerazioni:
  • Il Lotto è un gioco iniquo (non mi pare di dire niente di nuovo) non veniamo ripagati per il rischio corso, anche giocare poco e spesso è negativo, non conviene!
  • Anche il Superenalotto è un gioco iniquo, ma potrebbe diventare equo qualora il montepremi superasse i 622 milioni di euro! Il Lotto che invece si basa sulla nostra puntata non diventerà mai equo visto che le vincite sono rapportate alla nostra puntata con fattori moltiplicativi troppo bassi
  • Nel Poker che è un gioco di abilità, bisogna vedere mano per mano: il sapere calcolare il valore atteso ha grande importanza nei giochi di abilità.
Non dovrebbe essere un risultato sorprendente, ricordate sempre:

Il banco vince SEMPRE

Se chiamano il Lotto "la tassa sugli imbecilli" un motivo ci sarà; mi si potrebbe obiettare che spendere un euro per rischiarne di vincere 70milioni non è malvagio. Vero. Immaginate però che vi proponessi di lanciarvi dal quarto piano senza protezioni in cambio di 10 milioni (da consegnare solo a voi, qualora rimaneste in vita) io non credo che accettereste eppure le probabilità di rimanere in vita sono circa uguali, se non addirittura superiori! Quello che manca è la percezione del rischio. Giocare a Lotto o a Superenalotto in maniera costante puntando poco o molto, ma puntando all’ambo o al terno è stupido e potrebbe portarvi alla rovina; lo stesso dicasi per tutti i sistemi cosiddetti di giocata progressiva. L’unico senso, se mai ne ha uno, si può trovare nella giocata estemporanea di pochissimi soldi alla ricerca del massimo profitto.